Festa sull'aia: la storia

Una proposta culturale, momento di incontro, d'aggregazione e d'amicizia.

L'idea di far rivivere e di presentare sull'aia alcuni aspetti del mondo contadino del passato è nata alla maestra Angiola Gambarini dopo l'incontro con il regista Ermanno Olmi, che stava girando a casa sua alcune scene del film "L'albero degli zoccoli", che ottenne poi la Palma d'oro al Festival Internazionale a Cannes nel 1978.

Da allora l'idea di una "festa sull'aia" continuò a frullare nella mente dell'indimenticabile maestra per alcuni anni, finchè si concretizzò nel 1981 con il coinvolgimento di molte persone del paese, disponibili come collaboratori, come attori e cantanti. La maestra fu la regista per 7 anni dell'intera organizzazione, gestita all'interno della Biblioteca Comunale di Mornico al Serio. Le prime edizioni riempivano due serate del mese di maggio, poi tre serate e infine una settimana. Nelle edizioni degli ultimi anni si è passati a dieci/undici serate consecutive tra il mese di giugno e luglio. Tutti gli spettacoli si svolgono da sempre nella zona della cascina denominata "castello", appositamente allestita con bancarelle varie, mostre, zona ballo e una cucina casereccia ottima.

image11image12image14image15

Angiola Gambarini, maestra ideatrice della "Festa sull'Aia".

Angela Gambarini, a tutti nota come maestra Angiola, nacque a Mornico il 30 marzo 1921 da Giovanni Gambarini e da Ferrari Assunta. Frequentò le scuole elementari a Mornico e i suoi insegnanti furono i coniugi Selini Francesco e Maria, che ritrovò poi come colleghi all'inizio della sua carriera magistrale. Continuò gli studi a Bergamo presso l'istituto delle Canossiane e nel 1940 ottenne il diploma di maestra.

Nel 1941 vinse il concorso magistrale ottenendo la prima sede a Colle di Sogno, frazione del Comune di Carenno. Nel 1942 insegnò ad Opreno, frazione del Comune di Caprino Bergamasco. Nel 1943 ottenne il trasferimento a Palosco. Nel 1944 passò alle elementari di Martinengo. Negli anni 1945-46-47-48 andò a Cividate al Piano e nel 1949 ottenne la sede definitiva a Mornico. Ed è nel paese natale, dove la maestra Angiola profuse il suo impegno, le sue migliori energie per il bene dei bambini, proprio nell'edificio, dove ha ora sede la Biblioteca Comunale, a lei intitolata.

Per moltissimi anni fu la capogruppo indiscussa degli insegnanti delle elementari. Era un'insegnante che sapeva coinvolgere con il suo inesauribile entusiasmo i colleghi, gli alunni e i genitori in molteplici iniziative, soprattutto teatrali. In queste manifestazioni fu una persona ricca di estro, di sensibilità, di vivacità culturale.

Il 1° ottobre 1977, dopo 37 anni di servizio andò in pensione, carica di meriti. Potevmain146a stare calma con la sua sorella Nina, invece, libera da impegni scolastici, raddoppiò il suo impegno in campo sociale e culturale. Fece parte del gruppo caritativo, del gruppo parrocchiale dei catechisti, si iscrisse all'AVIS-AIDO, alla polisportiva, ma soprattutto dedicò buona parte del suo tempo alle attività della Biblioteca Comunale, della quale fece parte sin dalla sua fondazione (1972). Ella riprese la tradizione mornicese del teatro formando una compagnia teatrale, che operò per vent'anni dal 1967 al 1987.

Quando il regista Ermanno Olmi la conobbe, mentre nella nostra zona e anche a casa sua stava girando il film "L'albero degli zoccoli" (Palma d'oro a Cannes nel 1978), la tenne come amica e collaboratrice preziosa.

Oltre al teatro fu la principale artefice e trascinatrice di altre iniziative con i giovani e meno giovani come: le riviste musicali, i cineforum, i carnevali, i recital natalizi, i giochi con i giovani e la festa sull'aia da lei ideata ed intesa come recupero delle tradizioni del passato. Era una donna d'azione, allegra, che amava la vita e la lieta compagnia, molto ospitale, tanto che la sua casa era un porto di mare, ad ogni momento della giornata c'erano persone che andavano e venivano; una persona profondamente umana ed espansiva, legata al paese, attenta ai suoi problemi e alle sue esigenze.

Quando si decise di intitolarle la Biblioteca Comunale il 22 marzo del 1991 dopo quattro anni dalla sua morte avvenuta il 16 ottobre 1987, tra le molte testimonianze, di lei si disse: "Fu maestra di scuola e di vita".

(Biografia a cura del maestro Tarcisio Marino Caffi)

 

Info